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Counseling: 3 consigli per ascoltarsi

Aggiornamento: 12 mar


Counseling, ascoltarsi, relazione d'aiuto, Giulia Scandolara

La pratica dell'ascolto nasce dalle piccole cose. E, praticare l'ascolto nelle piccole cose, è la grande cosa che abbiamo da fare.


Ecco perché oggi ho pensato di condividere con te 3 consigli per iniziare ad ascoltarti in autonomia, e a partire dalle cose che fai ogni giorno.


Counseling: chi si ascolta si comprende, e rinasce

Lentamente, la pratica dell'ascolto porta ad un risveglio personale. Nulla di trascendentale e lontano dalla realtà, diciamocelo subito, per evitare di incappare in un filone molto freakkettone e new age della crescita personale.


Per 'risveglio personale' o 'rinascita' intendo semplicemente l'essere presenti a sé stessi e quindi accedere ad uno stato di coscienza più evoluto rispetto alla dormienza in cui eravamo prima.


Counseling: l'ascolto ti rende presente

Quando abbiamo la presenza dalla nostra parte, ovvero quando non abbiamo la testa infilata in qualche pensiero circolare, allora possiamo sentire meglio la vita, e prendere le strade che ci appartengono.


L'obiettivo, però, non è la presenza, tanto conosciuta grazie all'importante lezione di Eckhart Tolle. La presenza, piuttosto, è una soglia, di per sé già molto ardua da raggiungere, certo. Il punto è cosa siamo in grado di far accadere, una volta presenti.


Placare la mente

Poi, il premio del viaggio, dopo essere arrivati al placcaggio della mente, è la possibilità di ascoltarsi in modo profondo e orientativo. Questo è ciò dovrebbe interessare a noi, e questo è il sentiero verso cui guido le persone: ascoltarsi per riconnettersi alla propria voce interiore, che è un faro nella notte.


Chiarito questo aspetto, vediamo come puoi imparare ad ascoltarti:


1) ACCORGERSI

Mentre ci svegliamo, prepariamo la colazione, ci vestiamo, abbiamo la possibilità di accorgerci della nostra presenza.


Per accorgerci di noi stessi, e quindi abilitare la funzione dell'ascolto, abbiamo bisogno di inserire pause di pochi istanti tra le cose che facciamo. Questo permette alla mente di dire "sto facendo questo, e mi accorgo di essere coinvolto in questa attività".

Accorgersi aiuta a non perdere pezzi per strada (oltre le chiavi della macchina, gli occhiali, e gli oggetti che seminiamo in giro, proprio perchè non ci accorgiamo dei nostri gesti e di noi stessi, noi stesse).


2) ASCOLTARE IL CORPO

Sembra essere la cosa più semplice. Ascoltare il corpo, invece, è un'impresa che va liberata dal peso stesso dell'impresa. Mi spiego.


Non sono un'amante della mindfulness, e non la consiglio. Perché l'ascolto, a mio avviso, richiede un atteggiamento più naturale, spontaneo e meno categorico.


Ho notato che, chi fa spesso meditazione, mindfulness, yoga, e pratica discipline olistiche affini, tende a violentare in modo sottile (e a volte brutale) l'ascolto del corpo.


Nell'ascolto vige il caos e il non intento di educare il corpo. Ma quanta umiltà servirebbe, per ammetterlo?

L'ascolto del corpo non è forzatura, estremismo, imposizione dogmatica. Piuttosto, assomiglia all'invitare un amico in casa per prendere un tè. Cioè?


Si riceve, si accoglie, con una dolcezza non stucchevole, e che ricorda solo il latte materno. L'ascolto è accoglienza dei fiori spontanei, in modo spontaneo, a volte amorevole, a volte sofferto. Non c'è un metodo, bensì serve il coraggio di affacciarsi al baratro, ogni volta.


Puoi ascoltare un punto del tuo corpo, sempre lo stesso, per più giorni. Puoi sdraiarti a terra, lasciare i pesi al suolo, e sentire l'intero corpo. Cosa emerge? Oltre l'accoglienza di ciò che arriva alla tua attenzione, ciò che davvero conta è aver praticato l'ascolto, aver messo in pausa il mondo per fare solo questo.


3) ASCOLTA COME MANGI

Ascoltare fino in fondo il gesto della masticazione, ti aiuterà ad arrivare nella profondità delle tue percezioni. Ci si risveglia mangiando? Assolutamente sì.


Pensa solo al tuo pasto, per ogni pasto. Assaporalo fino in fondo, e preoccupati unicamente di masticare fino alla fine, per bene, tutto ciò che stai mangiando. Lontano dai cellulari. Questa pratica allenta la frenesia del fare, e innalza a livelli incredibili la nostra coscienza.


Aggiungo: ascolta e osserva cosa mangi online e attraverso le tecnologie che usiamo. Anche il web e la televisione producono cibi, più o meno nutrienti. Ogni giorno pasteggiamo online con frutti violenti, dispersivi o inutili.


I risultati della pratica si vedono nel tempo, e durano nel tempo

Nessuno si concede mai il tempo dell'ascolto. Chi ci riesce, torna a casa. All'inzio, si torna a casa una volta ogni tanto, in modo sporadico. Più ci accorgiamo di noi, più diventiamo presenti e ci ascoltiamo, più il ritornare a casa diventa stabile.


Quando, per tanto tempo, abbiamo praticato il ritorno a casa di noi stessi e noi stesse, attraverso l'ascolto, allora otteniamo un dono raro. Torniamo ad essere aderenti alla nostra vocina interiore.


Sapremo riconoscerla, oltre il rumore della mente, e le deremo retta a più riprese, per fare le nostre scelte. Così, nel tempo, e con calma, potremo seguire le cose che ci appartengono, ed essere là dove le cose ci spettano. Se vuoi iniziare ad ascoltarti, scopri la consulenza di ascolto online.


Giulia Scandolara - Tarologa professionista, Gestalt e Art Counselor




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