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  • Immagine del redattoreGiulia

Autentiche trasformazioni

Aggiornamento: 25 mar 2023




La relazione d’aiuto è uno spazio di tempo che agevola autentiche trasformazioni. Basta non avere fretta. Trasformarsi è doloroso, e richiede un tempo che gravita proprio attorno alla relazione d'aiuto stessa (chi vuole, può chiamarla anche counseling).


Questo lasso di tempo, attorno ai dialoghi della relazione d’aiuto, ha il compito di mettere in moto una serie di comprensioni a catena, che portano la persona a superare, passo dopo passo, le proprie paure e difficoltà relazionali, o lavorative.


Cosa accade durante la consulenza di ascolto e di aiuto

La consulenza di ascolto, che nel mio caso avviene online, è uno spazio di valore in cui dare posto ai propri contenuti, per poterli districare, sistemare e riorganizzare. Per "contenuti" intendo: emozioni, dubbi relazionali, idee e progetti di cambiamento, che coinvolgono la sfera affettiva o lavorativa.


Non è possibile compiere questo lavoro di pulitura dei pensieri e delle emozioni in modo autonomo. Non è possibile farlo con un’amica o con un amico. Mancherebbe, infatti, tutto il setting del counseling, dove si sospende il giudizio, e dove l’ascolto – attuato con tutto il corpo – approda a intuizioni sapienti anche grazie alla professionalità di chi accompagna clienti da tempo.


Durante la relazione d’aiuto, e lo dico soprattutto per chi non ha mai fatto una consulenza di Counseling, si aprono le danze alla conoscenza di sé. Il dialogo a due permette uno specchiamento proficuo per la persona. È un dialogo che agevola l’indagine libera, anche quella dei temi anche più ostici e complessi.


All'inizio: no all'impazienza, accettare il caos

Bisogna accettare il caos, durante le prime sessioni. E bisogna sempre mettere in conto che, quando ci ascoltiamo da poco tempo, le prime consulenze rappresentano più che altro delle aperture generali ai grandi temi della persona.


Non avremo il controllo dei cambiamenti fin da subito. Inoltre, dopo le prime ore di ascolto ci saranno trasformazioni silenziose che si mostreranno al cliente solo nel tempo.


La persona che chiede aiuto accetta di buon grado che, le prime consulenze, rappresentino un’apertura generale verso le sfide del proprio presente. O almeno dovrebbe farlo.


Spesso lotto contro l’impazienza di chi vuole risultati immediati. Subito, invece, c’è solo l’apertura dei lavori. È una fase che bisogna accettare, per poter estrapolare, in un secondo momento, quella nuova direzione che la persona sta cercando per sé, e per la propria vita.


Aprirsi alla compresenza di temi, per fare ordine poi

Se, durante le prime consulenze di ascolto online, ci si apre al caos, è solo in secondo momento che inizia ad illuminarsi una sapiente scia di percorsi nuovi, tutti da esplorare.


Volendo sintetizzare il viaggio del Counseling, attraverso le sessioni di ascolto online, possiamo intercettare alcune fasi che sono salienti:


  • Prima fase: il caos. A più livelli, si aprono le danze della relazione d’aiuto. Si affrontano più temi, anche simultaneamente, e sembra che trionfi un caos apparente. Io e la cliente (o il cliente) siamo agli inizi del nostro viaggio, all’interno della relazione d’aiuto. Qui non ci sono risposte, ma si comprende il panorama generale della persona.

  • Seconda fase: un principio di chiarezza. Nell’intermittenza del processo, la prima fase convive per un certo periodo con il caos, ma anche con l’illuminarsi di nuove comprensioni. Inizia così la seconda fase della relazione d’aiuto, dove la persona trova nuovi significati per sé, valuta altri orizzonti di vita e, forse, deciderà di apportare dei cambiamenti nel proprio quotidiano (sul lavoro, come nelle relazioni).


  • Terza fase: l’emergere deciso di nuove direzioni e soluzioni. Non tutti arrivano a questa fase, perché molte persone hanno già gettato la spugna della propria autentica trasformazione. Forse non si è ancora pronti a cambiare, forse vanno maturate ulteriori riflessioni, e va bene così. Nel caso ci sia un blocco, invito la persona a prendersi del tempo, ma a non fermarsi del tutto con le sessioni. La terza fase della relazione d’aiuto è quella che porta davvero dall’altra parte del fiume, là dove ci attende una nuova vita.


  • Quarta fase: dopo aver inteso quale cambiamento serve, si avverte la necessità di un allentamento della relazione d’aiuto. Ora la persona ha scelto di fare dei cambiamenti nella propria vita, mettendo in campo nuove prassi e nuove scelte. Ora, serve vedere come andrà. Per questo le consulenze possono diminuire, portando lentamente ad una chiusura, o a una fase di mantenimento (follow-up) del lavoro svolto.


  • Quinta fase: una naturale chiusura. Questa fase è importante quanto l'inizio. Permette di osservare il viaggio fatto attraverso la relazione d'aiuto, e consente di fissare obiettivi futuri, a fianco dei traguardi già raggiunti.


Facile a dirsi

Non avviene tutto così, in modo puntuale, rapido, e chiaro. Ma queste cinque transizioni avvengono, di certo, quando la persona si permette di imparare a cambiare. Si cambia mente, nella consulenza, e grazie al confronto professionale. Si cambia vita, nella quotidianità, mettendo in campo scelte aderenti.





Se non ti ascolti da tanto, servirà più tempo

Nel mio modo di lavorare preferisco accompagnare la persona per gradi, un cambiamento alla volta. Tutti quanti, quando vogliamo trasformare la nostra vita, desidereremmo farlo in pochi passaggi o tutto in una volta. Non sarebbe realistico, non ci sarebbe trasformazione interiore.


Affrontando un problema alla volta, andando nelle profondità delle sue dinamiche, è possibile invece avviare tanti piccoli cambiamenti, aprendo anche più cicli di consulenza, fatti di brevi periodi di lavoro su di sè. Un ciclo, per ogni tematica. La relazione d’aiuto nasce per le persone che vogliono cambiare davvero, e riesce concretamente nel proprio intento.


Mi sono resa conto, però, che poche persone vogliono affrontare il cambiamento fino in fondo. E, anche questo va bene così, in parte. Ciò che dico alle persone, alle mie clienti e ai miei clienti, è che io posso accompagnarli solo fin dove vogliono.


C’è chi si ferma dopo poche consulenze, chi torna, chi impara, con il tempo, a non temere le profondità del cambiamento. In ogni caso, io resto presente, indipendentemente dalla durata del viaggio insieme. E tu, hai mai provato una consulenza di ascolto online?

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