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  • Immagine del redattoreGiulia

Cosa te ne fai della rabbia?

Aggiornamento: 6 apr 2023



Ne abbiamo sentite di tutte, su cosa fare con la rabbia. La rabbia va controllata, gestita, canalizzata, espressa. Poi qualcun altro ci ha detto l'esatto opposto: la rabbia non va controllata, non va gestita, non va canalizzata e non va nemmeno espressa. Aiuto!


Dico: mettiamoci d'accordo. Cosa deve farsene, una persona, della propria rabbia? Giuro, stavolta ce l'ho, la so. Ho la risposta. Ecco perchè sono qui a scriverti di rabbia e cosa fartene di questa emozione.


Impariamo dal monaco migliore al mondo

Prima di dirti cosa fare con la tua rabbia – e no, non devi portatela appresso come una fedele compagna – voglio dirti che c'è un monaco che ha insegnato molto, riguardo alla tossicità delle emozioni: è Thich Nhat Hanh, ed è l'autore di un saggio intitolato "Spegni il fuoco della rabbia".


Purtroppo lui non c'è più, se n'è andato a gennaio di quest'anno, ma ci ha regalato letture preziose per curare le ferite della nostra anima in modo autonomo. Sono certa che, se ami leggere, i suoi saggi ti aiuteranno molto.


Nel suo libro" Spegni il fuoco della rabbia" Thich spiega come incontrare la più pestifera delle emozioni, senza restare delle vittime:

"La rabbia è come un bambino piccolo che sta male, che strilla e che piange, che ha bisogno che la mamma lo prenda in braccio. Per il tuo bambino, per la tua rabbia, tu sei la mamma."

Il valore della consapevolezza, quando parliamo di rabbia, è tutta concentrata nella potenza del respiro. Il respiro, in questo caso, è una corsia preferenziale verso l'ascolto di sè.


Fermarsi a respirare: fa la differenza

Thich lo spiega bene: quando ci arrabbiamo, e stiamo per annaffiare di nuovo i semi della rabbia, dobbiamo fermarci, smettere di fare ciò che stiamo facendo, e abbracciare la nostra rabbia. Garantisco: funziona.


In anni di lavoro, mi ci sono confrontata spesso, con la rabbia. Posso dire che, anche i maestri più esperti, di fronte alla collera, cedono.


Si tratta di un'emozione travolgente, e anche per i professionisti della relazione d'aiuto, la rabbia è una vera prova del nove. Possiamo smorzarla con l'ironia, farci venire i fumi, rompere oggetti in preda all'ira. Ma ha ragione il buon vecchio Thich: l'unica è abbracciarla, e coccolarci.


La rabbia: un'emozione "fetente"

Sì, non si può che descriverla così: un'emozione fetente. Ma perchè mi piace usare proprio questa parola? Perchè la rabbia ci trae in inganno. E non solo perchè ci fa perdere il centro, il lume della ragione, il senso della realtà.


La rabbia ci inganna, perchè crediamo che sia "solo rabbia". Aggiungo una riflessione personale, appresa nel tempo, e lavorando con le persone attraverso il Counseling: non è mai solo rabbia.


Sotto l'esondazione di un momento d'ira, si celano, in gran segreto, una collezione di momenti tristi.

Quando non chiedi ciò che vuoi, accumuli tristezza e frustrazione. Quando non ascolti la tua vocina interiore e vai avanti come nulla fosse, ingoi malinconia. Meno ascolti la tua tristezza, più lei avrà bisogno di essere vista. Sotto la tua rabbia, si nascondono amarezza e delusione.


Ma come potrà zampillare fuori, la tristezza accumulata che è in te? Lei è un'emozione così poco appariscente, come farà? Prenderà forza mandando avanti la rabbia.


Ed ecco spiegato perchè, se siamo arrabbiati, dobbiamo abbracciarci. Perchè ci prendiamo cura della nostra personale collezione di tristezze. Da quanto tempo, voleva essere vista! Tu però, non aspettare di arrabbiarti o intristirti ancora, ancora e ancora. Inizia ad ascoltarti.



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