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Gestalt Counseling: fa davvero al caso tuo?

Aggiornamento: 12 apr


Giulia Scandolara Gestalt Counseling online, lettura dei tarocchi online, tarologa

Della terapia gestaltica (si pronuncia 'ghestaltica') si conosce la mitologica figura di Carl Rogers, con la sua 'terapia centrata sul cliente'. Di cosa si tratta?


Gestalt Counseling: potente, ma non è per tutti

Rogers credeva fermamente nel non dirigere l'aiuto secondo tecniche. Preferiva lasciarsi guidare da ciò che il cliente portava nella sessione. Ma il padre fondatore della Gestalt (si pronuncia 'ghestalt') non è Rogers, bensì il più eclettico e ruvido Fritz Salomon Perls.


Ne parlo perché il mio modo di fare Counseling online si basa proprio sulla terapia gestaltica e sugli insegnamenti di Perls che andrò a descrivere proprio in questo articolo.

Gestalt Counseling: come si porta la persona a un cambiamento reale?

Erroneamente, chi inizia un percorso crede che il Counselor debba accettare incondizionatamente il cliente in tutto ciò che fa.


Ecco perché l'approccio di Rogers è più apprezzato e diffuso di quello di Perls. I clienti possono lamentarsi all'infinito, gettare ombre sugli altri quanto vogliono, eccetera. Ma si cambia davvero, con un'accoglienza incondizionata? No.

Gestalt Counseling: la frustrazione serve quanto l'accoglienza

Perls chiudeva la relazione d'aiuto con i clienti impossibili. Non accoglieva sempre. Rimandava al cliente le proprie responsabilità. Lo metteva all'angolo. Spesso usava lo strumento della provocazione e l'asprezza per sollecitare i cambiamenti della persona.

Anche questa è accoglienza. Anzi, soprattutto questa. Ma quante sono, le persone realmente disposta a farsi toccare là, dove i nervi sono scoperti? Poche. Ecco perchè la relazione d'aiuto, con un approccio troppo morbido, si trasforma in un vero e proprio ostacolo al reale cambiamento.


La preghiera della Gestalt

La sintesi della terapia gestaltica è ben espressa da Perls nella sua preghiera. Vale la pena citarne alcuni passaggi perchè il testo rende onore al valore dell'incontro autentico tra terapeuta olistico e cliente. Riconduce inoltre alla forza del corpo come organismo saggio e d'orientamento:


“Io sono io. Tu sei tu.

Io non sono al mondo per soddisfare le tue aspettative.

Tu non sei al mondo per soddisfare le mie aspettative.

Io faccio la mia cosa. Tu fai la tua cosa.

Se ci incontreremo sarà bellissimo;

altrimenti non ci sarà stato niente da fare.


“Se ti assumi la responsabilità di quello che stai facendo,

del modo in cui produci i tuoi sintomi,

del modo in cui produci la tua malattia,

del modo in cui produci la tua esistenza

– al momento stesso in cui entri in contatto con te stesso –

allora ha inizio la crescita, ha inizio l’integrazione.


Assumersi responsabilità per un altro,

interferire con la sua vita e sentirsi onnipotenti, sono la stessa cosa.

Sarò con te. Sarò con te con il mio interesse,

la mia noia, la mia pazienza, la mia rabbia, la mia disponibilità.

Sarò con te […] ma non ti posso aiutare.

Sarò con te. Tu farai quello che riterrai necessario.


La consapevolezza di per sé può essere curativa.

Dato che con una piena consapevolezza si diventa autoconsapevoli

dell’autoregolazione dell’organismo,

si può lasciare che l’organismo prenda in mano la situazione senza interferire,

senza interrompere: della saggezza dell’organismo ci si può fidare.

Di contro a questo atteggiamento troviamo l’intera patologia

dell’automanipolazione, del controllo ambientale e via dicendo,

che interferisce con i sottili meccanismi dell’autoregolazione dell’organismo.”




Gestalt Counseling: funziona se il Counselor sa quando non accogliere

Non sempre il cliente prende il proprio posto nella vita grazie all'accoglienza incondizionata. Anzi. Non capita quasi mai.

Spesso, però, i clienti hanno l'errata concezione che verranno sempre accolti. Accade perchè nessuno spiega veramente le dinamiche dell'aiuto. E accade perchè sul tema 'Counseling' c'è tanta superficialità da parte di tutti: clienti e sedicenti professionisti.


Gestalt Counseling: non compiacere, ma essere a servizio

La relazione d'aiuto viene spesso scambiata per maternage. In altri casi si crede che il Counselor sia a servizio solo attraverso l'accoglienza. Accade perchè, appunto, i clienti hanno poche informazioni inerenti alle modalità dell'aiuto.


Ecco il bias, tornando alla terapia gestaltica: Rogers, buono, perchè accoglie. Perls, cattivo. Anzi, brutto e cattivo, perchè lavora anche attraverso la frustrazione del cliente, senza lasciar campo alle manipolazioni dell'ego.


Giulia Scandolara Gestalt Counseling online, lettura dei tarocchi online, tarologa

Gestalt Counseling: quando l'accoglienza nuoce alla persona

Perls definiva spesso la terapia centrata sul cliente di Rogers un brodo di pollo. Perchè la persona non viene mai portata di fronte a ciò che fa, e non è mai davvero invitata a saltare (cambiare).

In questa accoglienza rogersiana (infinita) il cambiamento non è possibile. Perchè il cliente resta a cuocere nel proprio brodo, appunto, all'infinito e all'infinito ancora.

Ma quanti hanno il coraggio dell’asprezza, con i propri clienti? Quel coraggio è determinante, se si vuole davvero condurre la persona oltre la ripetizione dei propri schemi.

Generosità e dolcezza non sempre aiutano i clienti

Su Instagram faccio spesso dei reel dove interpreto quei clienti che mi danno della stronza (più o meno a denti stretti). La stronza, però, è davvero al tuo servizio.


E, invece, a volte, sono 'le carezze', che non aiutano. Non fanno bene ai clienti, e nemmeno ai professionisti. Ecco perchè, se vuoi iniziare un percorso di Counseling, dovresti tenerlo presente.


Ci sono momenti in cui la relazione d'aiuto ti abbraccia e ti avvolge. Ma l'aiuto non è solo questo.

Per me, come Counselor, non è semplice usare strumenti spigolosi come la provocazione, la durezza. Ma è indispensabile farlo, perchè la persona salti davvero al cambiamento desiderato.


Devi sapere che ego, credenze passate, e schemi ripetitivi sono duri a morire. Il Gestalt Counseling ha il compito di essere implacabile, non verso di te, ma verso queste fissità nocive della tua personalità.

Sostenere la persona significa soprattutto insegnarle a saltare fuori dalle situazioni che la bloccano, minando la capacità di reagire.


Giulia Scandolara - Tarologa professionista, Gestalt e Art Counselor






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