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Mentorship talenti: perché il tuo progetto fallisce?

Aggiornamento: 3 ore fa


Giulia Scandolara Gestalt Counseling online, lettura, mentorship talenti dei tarocchi online, tarologa


La Mentorship talenti è un tutoraggio fluido che segue sia la persona che il progetto, restando aderente all’anima dell’idea creativa. Fluido? Cosa significa? Vuol dire che non rispetta una cadenza fissa, ma segue il ritmo dello stesso processo creativo.

Le singole consulenze possono quindi avvenire ogni 7 giorni, come dopo 1 mese, in base alle necessità di pianificazione del processo stesso.


Perché può essere la consulenza che fa per te? Perché, forse, hai deciso di credere nella tua idea, ma non sai assolutamente da che parte iniziare per darle forma e struttura.


Il tutoraggio non è solo l’occasione per capire come iniziare a creare il tuo progetto. Ma è determinante per la sua durata. Ed eccoci al primo scoglio.


Molti progetti falliscono perché non sono pianificati per durare. Chi li crea pensa solo ad iniziare.

Mentorship talenti: ecco perché le idee falliscono e i progetti muoiono

La fretta. Fra le prime cause di fallimento vi è certamente l’ansia di fare tutto subito, senza nemmeno godersi il viaggio creativo verso la propria riuscita.


L’altro grande nemico della propria idea? Credere che basti aprire una pagina su un social, fare una campagna marketing, curare la comunicazione per dare voce alla creatività. I social vengono dopo. Dopo cosa?

Dopo una buona pianificazione. Il segreto di un progetto non è nella buona comunicazione – che è determinante, sì, ma non in prima battuta – è bensì nella progettazione stessa dell’idea creativa, nella ponderata costruzione di tappe strategiche ben precise.


I progetti hanno un’anima che va rispettata

Ogni progetto ha una sua natura, che è la matrice stessa di tutto ciò che sarà realizzato.


Prima di portare là fuori nel mondo il proprio talento (attraverso il progetto) bisogna ascoltare a lungo l’anima del progetto stesso.

Questo significa andare oltre i desideri effimeri del momento ("voglio scrivere un libro") e approfondire il senso dell’idea creativa, soprattutto in relazione agli altri. Eccoci a un altro grande punto.


Il talento di ogni persona non si muove mai in modo autoreferenziale. Ma crea sempre qualcosa che ha (come meta finale) gli altri. Va da sé che, nella pianificazione degli inizi, serve uscire dalla propria esigenza ‘narcisistica’ del fare la propria cosa per sé stessi, per incontrare l’ecosistema del mondo, con i suoi equilibri.


I progetti falliscono quando sono autoreferenziali, e la loro ideazione non comprende gli altri.

Giulia Scandolara Gestalt Counseling online, lettura, mentorship talenti dei tarocchi online, tarologa

Anche la famiglia è un progetto… di coppia

Una menzione a parte meritano i progetti di coppia, i più difficili. Possono riguardare un’idea di business, ma possono anche avere il sapore della famiglia. Perché, anche il costruire una famiglia, è un progetto.


Sia nell’idea di business che nel ‘progetto famiglia’, però, è determinante iniziare a costruire quando le basi sono davvero solide. Il mondo è pieno di persone che avviano un business in coppia quando le radici della relazione affettiva non sono stabili.


Dove si vuole andare, quindi, nel lavoro, se il sistema coppia è fragile? Lo stesso accade con il ‘progetto famiglia’. Quante persone decidono di costruire una famiglia, nonostante la natura precaria del legame di coppia?

I progetti di coppia (sia di business che legati alla famiglia) sono i più complessi. Perché, prima di ogni investimento a due, dovrebbe essere solido quel ‘due’. La coppia.


I progetti non resistono senza una strategia

Oggi è facile partire. Soprattutto, ho riscontrato che le persone seguono questa idea: penso a un progetto, e lo inizio andando direttamente online.


Quasi tutti bypassano la fase di ricerca e costruzione di una strategia. La ricerca serve per capire dove collocare, nell’ecosistema mondo, la propria idea creativa. La strategia determina l'attuazione.

Per mettere al mondo qualcosa di duraturo, serve invece una grande pianificazione, e lavorare per molto tempo offline, senza pensare ai social. I social sono media che si devono piegare al contenuto, ovvero al progetto stesso.


Quando invece si agisce sulla scia dell’entusiasmo non pianificato, il canale social diventa una trappola. Perché si compie il processo inverso: il social diventa l’elemento principe, e il progetto si piega al medium. Questa distorsione creativa accade di frequente. E toglie respiro alla tua idea, al talento stesso.


Altri sabotaggi ne abbiamo?

Certo che sì. I progetti muoiono, come se non vi fosse un domani, quando si inizia a desiderare il successo degli altri. Esattamente lo stesso successo.


La creatività si sciupa quando il prodotto o il servizio vengono esposti alla luce in modo prematuro. Ma appassisce per sempre, la creatività, anche quando non si lavora per piccole tappe, e si vuole tutto subito.


Il talento è il viaggio di una vita. E il progetto creativo non dovrebbe mai essere vissuto come la risoluzione di problemi che interferiscono con il successo personale.

Il successo personale (della persona quanto del progetto) si concretizza ogni volta in cui si sta con la crescita dell’idea creativa stessa, con un (pre)sentimento di scoperta e un desiderio di nascita. Non esistono problemi, in sede progettuale. Esistono sviluppi e processi di crescita.


Giulia Scandolara - Tarologa professionista, Gestalt e Art Counselor




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