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Tutti vogliono avere successo

Aggiornamento: 8 giu 2023



Che si tratti di relazioni, vita o talenti, non cambia: tutti vogliono il successo. E alcuni ci pensano (al successo) in modo quasi ossessivo.


Ma perché le vittorie accadano, ecco, ci si dovrebbe concentrare su un altro aspetto: fare i compiti.

Nelle relazioni, fare i compiti significa ad esempio saper dire no a tutto quello che non ci appartiene: persone e amori sbagliati, storie che vanno chiuse da anni, situazioni in stallo che noi per primi non vogliamo sbloccare.


Per quel che riguarda i talenti, invece? 'Successo' significa marciare quei passi che faranno accadere le cose. Sarebbe meglio parlare di far succedere.





I successi si pianificano

Al pari dei grandi cambiamenti di vita – un trasloco, un cambio lavorativo – i successi vanno pianificati e organizzati. Non avremo mai la certezza di un ottimo risultato, ma è anche vero che l’unico modo per costruire un buon risultato è lavorarci. E iniziare.


Dovremo svincolarci dalla meta finale e dal suo raggiungimento, e curare fin da subito i passi a noi vicini. Quelli che possono spianare la strada a ciò che vogliamo.

Non ci sono segreti, nel successo, ma vi è invece una buona esecuzione quotidiana che, instancabilmente, porterà a raggiungere (senza stress) il nostro obiettivo. Mattoncino sopra mattoncino si fa una casa.


Il successo nelle relazioni

Le relazioni sono tutto, per noi. Sia quando parliamo di talenti sia quando parliamo di vita privata. In ogni caso esse nutrono ciò che costruiamo, e aiutano a stabilizzare la nostra esistenza nell'ecosistema sociale.


Per avere successo nelle relazioni dobbiamo imparare ad ascoltarci.

Situazione dopo situazione, possiamo riconoscere dove il sentire ci porta (sentire = emozioni, intuizioni, sensazioni), da cosa vogliono invece metterci in guardia le nostre intuizioni.


Ecco perché è così importante dire sì quando è davvero sì, e dire no quando è proprio no.

O aspettare a decidere, se siamo in forse.


Se oggi siamo in situazioni ambigue, ad esempio, forse stiamo pagando il prezzo di aver lasciato entrare nella nostra vita ciò che, in fondo, non sentivamo davvero nostro (non parlo naturalmente di quelle situazioni in cui è invece il tempo, ad aver cambiato le cose).




Il successo, nel talento

Quando la persona è in equilibrio, il suo talento non ha bisogno di essere sostenuto da terzi. Anzi. La persona è sostenuta dal proprio talento, 'entità intelligente' che le indica la strada da compiere.


Potrebbero invece esserci elementi dissonanti che potrebbero sciupare il buon esito di un progetto, figlio naturale del talento. Eccone alcuni:

  • La fretta di arrivare

  • La mancata suddivisione della meta in tanti piccoli passaggi, raggiungibili per gradi e nel tempo

  • La mancanza di azioni sinergiche, gestite a partire dalla visione di un proprio ecosistema

Su questo ultimo punto mi ci soffermo un istante. Ogni progetto, ogni idea, necessita la messa in campo di azioni collegate fra loro, direzionate con perseveranza verso un obiettivo.


Ma, ancora una volta, il punto non è concentrarsi (solo) sull’obiettivo, bensì sull’ecosistema di azioni da portare avanti, tutte insieme, per arrivare alla meta senza avere la schiena scoperta in qualche passaggio.


Counseling, Mentorship: a scuola di successo

Mi piace pensare che il Counseling e la Menotorship talenti siano (per le persone) una scuola del successo. No, non quel successo stucchevole e patinato che molti guru promettono a gran voce.


Ancora una volta, tutto si ricollega al far succedere le cose che vogliamo.

In questo senso, la relazione d’aiuto riconnette la persona al proprio volere e al proprio sentire, determinando anche i passi necessari per ristabilire la serenità personale.


La Mentorship, invece, struttura il progetto in modo completo e complesso, e fa viaggiare la persona nelle acque del proprio talento, senza che burrasche improvvise (come la fretta o l'inesperienza) allontanino la meta.


Ma ora vorrei lasciarti con una domanda: tu sapresti riconoscere cosa non è 'successo'? Attraverso quali scelte, ad esempio, non facciamo accadere l’idea che abbiamo in testa, la vita che vogliamo? Ti lascio riflettere.


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