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Mentorship talenti: la testimonianza di Silvia Novarese

Aggiornamento: 23 apr


Giulia Scandolara Mentorship talenti

Silvia è ballerina professionista di Tribal fusion. Ha seguito un percorso di 6 Mentorship talenti, dopo aver provato una consulenza singola da 1 ora, sempre di Mentorship.


Mentorship talenti: l'obiettivo di Silvia

L’obiettivo che ci siamo date io e Silvia, nel percorso, è stato:

  • costruire un suo laboratorio di danza

  • far sì che Silvia iniziasse a esporsi online, prendendo dimestichezza con i social (Instagram, soprattutto)

  • ideare insieme contenuti e studiare la pubblicazione dei contenuti (per presentarsi a potenziali clienti, e promuovere il suo laboratorio: "Basiliska")


In questa intervista ho chiesto a Silvia di raccontare la sua esperienza con la Mentorship talenti, e com'è stato, per lei, inziare ad esporsi attraverso un suo progetto.


Giulia Scandolara Mentorship talenti

Quali sono le cose che ti sono piaciute del percorso?

«Mi sono piaciuti molto gli esercizi che mi sono stati dati e le domande a cui dovevo rispondere per capire e sviluppare il laboratorio. Meraviglioso il fatto che sapevo tutte le risposte e non me lo aspettavo.»


Senti che la Mentorship ha sviluppato in te nuove consapevolezze sulla tua forma espressiva, la danza? Se sì: quali?

«La Mentorship mi ha aiutata a capire quali erano i miei limiti, che esercizi sentivo di portare alle partecipanti del laboratorio e quali passi sentivo di non essere pronta a fare.»


Quali cose ti hanno messa a dura prova?

«Fare dei video spiegando chi sono, cosa faccio. È difficile esporsi al mondo quando non si ha mai avuto esperienza nel farlo. Però l’ho fatto. Non ho pubblicato ancora dei video ma già solo averli consegnati a Giulia mi ha fatto attraversare e superare paure a riguardo.»


In base alla tua esperienza, a chi consiglieresti il percorso da 6 consulenze di Mentorship talenti? E a chi non lo consiglieresti?

«Lo consiglierei solo a persone che hanno davvero voglia di mettersi in gioco e superare propri limiti. Bisogna sentirsi pronti. Lo sconsiglio a chi non riesce a guardare le proprie ombre.»


Giulia Scandolara Mentorship talenti

Durante il percorso ti ho fatto scrivere parecchio: pensi che questo ti abbia aiutato? E in che modo?

«La scrittura è stata essenziale. Grazie a ciò che ho scritto siamo riuscite a tirare fuori ogni elemento e dettaglio che è stato discusso e messo al posto giusto nel laboratorio. Nulla è stato lasciato al caso.»


Abbiamo anche compiuto i primi passi nella programmazione di alcuni post per Facebook, LinkedIn e Instagram. Come ti è parso il lavoro di comunicazione? Te lo chiedo perché sembra sempre facile a tutti. Per te ha richiesto impegno? Quali considerazioni vuoi condividere?

«Siamo abituati a vedere la fine di una lavoro dietro le quinte. Faccio il paragone con la danza: siamo abituati giustamente ad andare ad uno spettacolo e vedere le coreografie. Non vediamo tutto il lavoro che c’è dietro, di prove di creazione e pianificazione. I social sono strumenti efficaci in questo momento, per me è stato difficile affrontarli. Ho capito con quali social mi sento più affine per lavorarci e quali no. Ha richiesto tanto impegno. Come giusto che sia se si vogliono ottenere risultati. È stato sfidante ma costruttivo e ora ho acquisito tanta consapevolezza.»


Alla fine del nostro lavoro insieme è nato Basiliska, un laboratorio che porta le donne a riscoprire la forza della bellezza e della femminilità, attraverso la danza. Sei soddisfatta di questo laboratorio?

«Molto. Ho avuto già anche degli ottimi feedback. Non vedo l’ora di riproporlo.»


Qual è il messaggio che esprime Basiliska? Ci racconti il laboratorio? A chi lo consiglieresti? So che lo riproporrai anche in futuro.

«Basiliska ci porta un messaggio di coraggio. Coraggio nel darsi finalmente la possibilità di entrare in contatto con il nostro potenziale femminile prima interiormente e poi esteriormente. Balliamo per conoscere questa energia prima all’interno del nostro corpo e poi lo portiamo all’esterno. Sempre tutto con pratiche di danza libera ed esercizi guidati.


Tu ti sei realmente esposta, e il tuo laboratorio c’è stato. Com’è andato il debutto di Basiliska? Sei stata felice di questo inizio? Cos’hai scoperto durante il laboratorio, in bene e in male?

«È andato bene. Ho avuto una sola partecipante effettiva, due ragazze hanno dato buca all’ultimissimo per cause di emergenza personali. Ma Basiliska mi ha insegnato, attraverso questa partecipante, che è un lavoro che funziona; la ragazza è entrata totalmente dentro questo viaggio, gli esercizi hanno avuto un ottimo effetto su di lei e alla fine ho avuto un bellissimo feedback e richiesta di riproporlo. Nel frattempo le ragazze che si erano iscritte hanno espresso la loro grande voglia di participare e altre donne mi hanno chiesto di avvisarle quando lo avrei riproposto. Addirittura una cara amica danzatrice vuole venire dalla Sardegna per partecipare (io mi trovo a Torino).»


Giulia Scandolara Mentorship talenti

Insieme abbiamo visto che, vivere la propria identità creativa, lavorare con la propria arte significa esporsi. Che idea ti sei fatta dell’esporsi online? Hai ricevuto critiche o attacchi? Cosa vorresti dire a chi teme di esporsi?

«Ho già detto prima che esporsi è difficile. Esponendoci siamo vulnerabili e bisogna essere pronti ad ogni tipo di commento o reazione. Ho ricevuto delle critiche ma anche tanti incoraggiamenti e ringraziamenti. Ho avuto anche delle proposte di collaborazione. Sembra poco ma in realtà è molto. I grandi viaggi iniziano sempre con un “piccolo” primo passo.»


Ci sono stati dei momenti in cui avresti voluto mollare la Mentorship, perché troppo impegnativa? Ci sono stati momenti in cui ti sei scoraggiata? Cosa ti ha fatto continuare?

«Certamente. Mi sono sentita frustrata, mi sono sentita demoralizzata perché non avevo mai avuto l’occasione di confrontarmi con una serie di lavori che non conosciamo. Ho affrontato paure, ho affrontato il non sapere cosa fare, cosa scrivere o cosa dire. Per esempio quando dovevo fare i video non ero mai contenta, quando dovevo postare la prima volta avevo un ansia incredibile. Ma l’ho fatto. Portare questo laboratorio nel mondo è qualcosa di più grande di me, è quasi un dovere verso il mondo. È stato il progetto stesso a chiedermi di portarlo fuori e di comunicarlo.»


Giulia Scandolara Mentorship talenti

Il fatto di aver messo a terra dei passi misurati ti ha fatto comprendere il grande lavoro che c’è dietro al diventare professionisti? Cose ne pensi del fatto che molte persone vogliono risultati veloci e in poco tempo?

«Risultati veloci in poco tempo non esistono. Soprattutto all’inizio. Richiede tempo ascoltarsi, richiede tempo scrivere, richiede tempo provare, fare ricerca, sperimentare... Diventare professionisti richiede responsabilità, in primis di se stessi e sapersi autodisciplinare.»


Molte persone credono che diventare professioniste sia “avere un profilo instagram e fare contenuti”. Che ne pensi tu, in virtù di tutto il lavoro fatto dietro le quinte? Cosa significa diventare professionisti attraverso la propria professionalità?

«Instagram è l’ultimo passaggio. Se non si ha un’intenzione, se non si ha un perché, se non si ha un messaggio concreto da portare non si possono creare contenuti. Bisogna avere una sostanza, una volontà decisa.»


Per chi volesse seguirti, ci lasci qualche coordinata? Dove ti troviamo? Quali sono ora i tuoi obiettivi futuri? Cosa ti piacerebbe portare, tra le persone, attraverso la tua danza e le tue attività? Grazie Silvia.

«Mi trovate su Instagram con il nome selvanovatrix. Al momento sono in una fase di ascolto e di revisione di tutto ciò che è stato fino ad oggi. Ho l’obiettivo di riproporre Basiliska più volte nell’arco del prossimo anno. E probabilmente ci sarà anche altro. Ma sono dietro le quinte per il momento. Quando comincerà l’anno nuovo arriverò con comunicazioni su ciò che verra. Grazie Giulia per il grande lavoro fatto, grande professionalità. Siamo arrivate all’obiettivo lavorando sodo entrambe e sono grata di averti avuta come mentore. Sono cresciuta molto grazie al lavoro fatto insieme, sia professionalmente che personalmente.»

Giulia Scandolara - Tarologa professionista, Gestalt e Art Counselor




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