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Mentorship talenti: creativi senza strategia

Aggiornamento: 22 apr


Mentorship talenti Giulia Scandolara

Hai tanta creatività, ma zero strategia. Abbiamo un problema. Ma è risolvibile. Le persone creative credono spesso che basti "fare". Non è così: serve organizzarsi e strutturarsi.


Se è vero che il talento risiede nella creatività delle nostre mani, dobbiamo capire che la creatività non basta. Specialmente quando vogliamo realizzare un progetto. O vivere delle nostre sole capacità creative.


A chi parlo, con questo post? Artisti in senso ampio, artigian* e sì, anche a figure olistiche.

Vorrei solo ampliare la vostra visione sul talento. La tua. Perché è importante prendere seriamente la propria espressione creativa.

Mentorship talenti: gli errori frequenti dei creativi che seguo

Nella Mentorship talenti oriento soprattutto artigiane e persone che si occupano di crescita personale in senso ampio: danzatrici, operatrici olistiche, scrittori e scrittrici. Ma non solo.


Tutti coloro che hanno in testa un progetto sono benvenut*. Perché la Mentorship è un'iniezione di strategia pura. E saper essere strategici interessa a tutti.

Riscontro sempre un problema comune, nei loro inizi. Fanno di tutto un po'. Attenzione: questa cosa non va scambiata per la capacità di mettere a terra una molteplicità di progetti. Questa competenza arriva solo nel tempo, e dopo aver studiato una strategia replicabile nel tempo.


Nessuno avvia più progetti per caso. Si approda alla molteplicità solo dopo aver capito come mettere a terre “bene bene” un solo progetto.

Mentorship talenti: le persone non voglio scegliere

Creativi, operatori olistici, figure professionali di nuova generazione alle prese con il proprio inizio: troppi vogliono continuare a fare di tutto un po' senza permettere alle cose di strutturarsi in modo sensato.


Nella Mentorship dai una strategia alla tua creatività

Prima invece si consolida sempre un progetto (uno!). Si capisce tutto nel dettaglio dalla fase attuativa (a contatto con il pubblico). Perché serve sempre capire dove e come migliorarsi. Ma questo ce lo dice il confronto con gli altri.


Quando un unico progetto è solido e avviato (quindi radicato concretamente nel quotidiano) allora ti occupi di altri progetti. Ma vai a spiegarlo...


Mentorship talenti Giulia Scandolara

Talenti: non solo creatività, ma dialogo con le persone

Occupandosi solamente del fare, e del fare in modo sconnesso, molte creative e creativi trascurano altri passaggi necessari alla resa reale del proprio talento:

  • con chi stabiliamo delle relazioni profittevoli?

  • Dove si colloca il mio contributo artistico e creativo?

  • Dove posso portare il mio progetto, in modo che attecchisca?

Oltre al fare, cioè, è necessaria una chiara visione sul senso del proprio fare (visione intesa come direzione, intesa come cambiamento creativo per una piccola rete di persone).

Mentorship talenti: perché non è facile seguire persone creative

Seguire i creativi o persone che vogliono imprendere in ambito olistico (ad esempio) è difficile. Perché molto spesso hanno scarso senso pratico, tanta fretta, e idee che non partono da una chiara visione.


Quando non si ha in chiaro il lavoro da fare e la sua complessità ci si sopravvaluta: è quasi automatico.

I creativi, ad esempio, fanno richieste contrastanti di cui loro stessi si dimenticano: "Ho bisogno del tuo aiuto". Ma poi si arrabbiano quando lo ricevono, e vengono messi di fronte a: disciplina, organizzazione, strutturazione, studio, pianificazione, scelte. Ecco perché oggi, per la Mentorship talenti (il mio tutoraggio strategico per concretizzare progetti creativi) ho preparato un questionario mirato. Puoi richiederlo senza impegno, quando vuoi.


Mentorship talenti: forse non vado bene per te

Io stessa, per il mio talento, ho dovuto darmi una strategia e dei confini. Chi posso veramente aiutare? Chi è davvero disposto a farsi guidare fino in fondo? La verità è che sono poche, le persone che imparano a fare sul serio con il proprio talento. Questo perché, da una parte, guardandosi attorno, online, la gestione delle proprie risorse appare come molto semplice. Invece non lo è. Ad esempio ci vuole almeno un anno di lavoro per raccogliere frutti con il proprio progetto e ripagarsi degli investimenti iniziali.

Creativi e soldi

Molte persone creative o legate all’ambito olistico hanno una pessima relazione con i soldi. Da una parte (ma parlo ovviamente della mia piccola esperienza di tutoraggio, in questi 10 anni) i creativi non sanno dare valore al proprio prodotto e al proprio fare:

  • sparano prezzi a caso

  • non sanno come calcolare spese

  • non capiscono cosa sono i ricavi

  • non tengono il conto di entrate e uscita

Alcuni, avendo delle entrate extra da genitori e parenti, anche a 45 anni, non percepiscono mai che non c'è sempre tempo per realizzare qualcosa. Il tempo, quando ci sono già delle entrate extra, perde completamente valore. Così come perde senso il darsi una strategia. A che serve? Tanto c'è un cuscinetto che provvederà a fare da rete di salvataggio di fronte ai mille tentativi...

La strada del talento e dei progetti personali richiede umiltà

Da dove partire, quindi, per trasformare davvero un talento o una passione in lavoro? Dall'umiltà. Essere creativi non basta. Serve lasciarsi aiutare nell'organizzazione della propria creatività. Con-calma.


La stessa calma che una persona pretende per sé la si dovrebbe garantire a chi segue la messa a terra di un progetto.


Giulia Scandolara - Tarologa professionista, Gestalt e Art Counselor




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