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Talenti: costruisci la tua strada

Aggiornamento: 25 mar



I talenti sono presenti anche nei tarocchi. Sia negli arcani minori che negli arcani maggiori. Per fortuna. Perché così è possibile usare la lettura dei tarocchi per vedere se sei nel giusto sentiero lavorativo.


Ma, una volta che hai compreso il tuo talento, magari attraverso la lettura dei tarocchi, come si inizia a lavorare davvero? Il tema di oggi è proprio questo: talenti, inizio del lavoro, fare la propria strada.


Il talento non basta

La paura di non farcela nasconde una problematica più grande.


La fatica del prendersi cura del talento stesso, concretizzandolo.

La strada del talento va costruita e abitata un passo alla volta. Ma quando si inizia qualcosa, sono tante, le persone che si fanno prendere dallo sconforto. È archetipico, ovvero, capita a tutti. Basta solo che qualcuno ce lo ricordi. Ed eccomi qui a farlo, per te.


C’è chi teme di non farcela a guadagnare abbastanza, e chi “lamenta” di non avere clienti. Qual è davvero il nòcciolo della questione? Il dedicarsi gioiosamente alla pratica, andando a combaciare con ciò che si vuole costruire, e che ancora non c’è.

Pazienza! Ci vogliono anni, per trasferire l’idea di un minuto, nella realtà. E questi primi anni, servono per entrare nei panni dell’apprendista, e iniziare a creare servizi ineccepibili.

I clienti, i soldi, arrivano mentre siamo intenti e intente a mettere dedizione nel nostro fare.




Il tuo progetto di vita è come un neonato

Quando ci si dedica con cura al proprio business, il business diventa una pratica viva e rotonda. Rotonda significa:

  • di valore per i tuoi clienti

  • davvero al servizio degli altri

  • l’autentica immagine di chi sei tu

C’è un parallelismo molto interessante fra i primi 3 anni di vita di un bambino e il tuo progetto di vita. Quando inizi a vivere il talento, e gli costruisci una strada (prendendoti cura di ogni dettaglio) sei un genitore che ha fra le braccia un neonato.


Nessuno pretende da un neonato che, dopo soli sei mesi o un anno, compia una gara da centometrista. Eppure è proprio questo, che molti richiedono al proprio progetto e ai propri talenti. Richiedono troppo, e subito.

I capolavori, invece, come anche le cose ben fatte, richiedono anni di esercitazione, studio e preparazione. Si tratta poi di prendere le misure ai propri sogni. Perché, nel costruire, passo dopo passo, la strada del proprio talento, i fatti raramente combaciano con l’idea che avevamo in testa.


E allora il sogno va rivisto, riadattato alla realtà. Ci si rende conto che, aiutare gli altri, e servirli attraverso il proprio talento, richiede davvero impegno e presenza. Non possiamo assentarci, o pensare che il lavoro verrà fatto da qualcun'altro.


I talenti richiedono presenza: la tua

È così. Proprio come un bambino piccolo, i talenti richiedono costante attenzione. Li stiamo dando alla luce della realtà.


Se è vero che si lavora per soldi, è anche vero che i soldi sono solo una conseguenza. Di cosa? Di un servizio ben fatto.

Se hai un’attività, e vuoi vivere del tuo talento, questi sono i punti salienti da accettare, prima ancora di pretendere dei risultati:

  • cura l’inizio

  • cura la relazione con le persone, una a una, come se non ci fosse altro (perché è così)

  • non tradire i tuoi valori per soldi

  • approfondisci ed entra pienamente lavoro

  • offri un servizio che aiuti davvero gli altri

  • continua a chiederti come il tuo servizio possa servire (e non smettere di farlo)

  • non temere le revisioni in corso d’opera

  • non scambiare le revisioni per fallimento

  • occupati solo del miglioramento del servizio

  • comunica chiaramente come e perché il servizio aiuta

  • sostieni il tuo progetto come faresti con un/a bambino/a

Talenti: i soli vengono dopo

Non si parte mai dai soldi e dai risultati. Il cuore dei talenti è partire dalla pratica. Costante, amorevole, presente. È da questa pratica tangibile, che nasce, di conseguenza, una risposta positiva. E allora arrivano i clienti, e anche i soldi.


Alla base del vero fallimento c'è il concentrarsi sul guadagno, nella fase iniziale. Prima, invece, va dato spazio alla vitalità del progetto. Che poi creerà guadagno.


Quando si mette al mondo un sogno, e lo si deve adattare alla vita, beh, potrebbe volerci un'intera esistenza. Mettiti comod* e gusta il tuo viaggio. Gli altri percepiranno questa buona energia.

Ciò che conta è non saltare la gavetta, ma compiere la propria gavetta sapendo che questa fatica iniziale è l’unica a mettere basi solide al proprio progetto di vita.


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